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Mutilazioni genitali femminili: un dramma di cui si parla poco

Mutilazioni genitali femminili: un dramma di cui si parla poco

Con questo articolo vorrei aiutarti a conoscere meglio l’argomento mutilazioni genitali femminili, ovvero la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili.

Oggi si deve festeggiare per la nuova legge che criminalizza le mutilazioni genitali femminili (MGF) in Sudan, da molti considerato una delle peggiori nazioni in materia di rispetto dei diritti delle donne.

Una statistica riporta che vengono effettuate mutilazioni genitali femminili sull’88% delle donne tra i 15 e i 49 anni.

Ma il Sudan non è il solo luogo di tali atrocità.

Sono ancora molti i Paesi nel mondo che ricorrono a questa pratica crudele: una vera e propria tortura per le donne.

A oggi sono ancora 27 le nazioni che applicano questa pratica quotidianamente, causando danni gravissimi alla salute, fisica, emotiva e psicologica delle donne.

Ogni anno circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni subiscono MGF: viene effettuata tra i 4 e i 14 anni da levatrici locali ben remunerate.

Trovo che questi dati drammatici!

Mutilazioni Genitali Femminili: da dove hanno origine.

Il problema reale che accompagna questa pratica è che le sue motivazioni sono radicate nella cultura e nella tradizione di molti Paesi.

Viene considerata una pratica tradizionale con uno scopo culturale e non terapeutico, tramandata  da credenze popolari, sociali ed errate conoscenze, così radicate nelle persone da rendere difficile la fine di questa crudeltà.

Quali sono le motivazioni di tale pratica?

  • L’errata convinzione di aumentare la fertilità femminile
  • L’errata convinzione di ridurre le infezioni urogenitali
  • Ridurre il piacere sessuale delle donne
  • Integrazione sociale
  • Credenze religiose
  • Iniziazione delle giovani donne nell’età adulta
  • Garantire l’onore della famiglia e quindi del matrimonio

Immersi in questo retaggio culturale intervenire per un cambiamento radicale è problematico.

Le conseguenze.

La mutilazione viene eseguita in diverse pratiche con diversi livelli di gravità (vengono suddivise  in 4 tipi di mutilazioni diverse) e variano dall’ incisione del clitoride, alla sua asportazione, all’asportazione delle piccole labbra, delle grandi labbra. Infine viene cucita la vulva, lasciando un piccolo foro per la fuoriuscita di urina e sangue mestruale.

Le conseguenze sono sia fisiche che emotive:

  • Infezioni severe, sespsi post pratica
  • morte, shock emorragico dopo all’esecuzione
  • infertilità,
  • complicanze durante il parto, morte materna al parto
  • dispareunia, dolore nei rapporti sessuali
  • riduzione e totale assenza del piacere sessuale,
  • formazione di cisti, ascessi e ostruzioni delle vie urinarie,
  • dolori pelvici terribili, perenni
  • incontinenza dell’apparato urogenitale

Da donna e da ostetrica non posso che diffondere la conoscenza a riguardo per sostenere la lotta a questa violenza, per creare ancora più unione tra noi donne di diverse culture e tradizioni.

Ho conosciuto donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili, ho assistito ad alcuni parti e quello che ho letto negli sguardi di queste donne non lo dimenticherò mai.

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